Il Centro C4 ha sede a Caldogno, in un’area in cui convivono diverse strutture e paesaggi architettonici.

Villa Caldogno Nordera
attribuita ad Andrea Palladio ed ora perfettamente restaurata. Costruita attorno al 1545, riporta inciso sulla facciata l’anno 1570, data che indica la fine dei lavori di decorazione degli interni. All’interno, affreschi di Giovanni Antonio Fasolo, Battista Zelotti e Giulio Carpioni. La villa è inserita nella World Heritage List dell’Unesco. Nonostante C4 non sia stato pensato in origine come luogo espositivo, la fruibilità delle opere viene comunque estesa al vasto pubblico che può visitare la Villa negli orari di apertura. Loris Cecchini, Dan Graham, Luigi Ontani, David Tremlett sono i primi artisti che hanno realizzato alcuni interventi per C4, seguiti, all'inizio del 2009 da Ettore Spalletti, Maurizio Arcangeli, Leon Tarasewicz, Perino&Vele.

Le barchesse
in origine realizzate dall’architetto Antonio Pizzocaro nel ‘600,sono state ristrutturate con un progetto che unisce sulle due facciate principali la memoria delle forme originali e la scoperta di quelle nuove. L’edificio attuale, composto da tre distinti corpi, copre una superficie di 1600 metri quadrati. L’intervento ha visto un completo restauro delle strutture, con un parallelo adeguamento degli spazi alle nuove esigenze gestionali.

Il bunker
costruito durante la Seconda guerra mondiale a scopo di protezione e rifugio antiaereo, il bunker doveva raccogliere i degenti e feriti del vicino ospedale in caso di bombardamenti. Oggi si presenta in condizioni del tutto simili a quando venne costruito con un impianto distributivo organizzato secondo un corridoio centrale con volte a botte che distribuisce alle varie stanze dalle quali si aprono dei piccoli camini di ventilazione per permettere l’aerazione dei locali interni. La ricopertura di terra operata per rendere la struttura non percepibile dall’alto ha visto, negli ultimi anni, lo sviluppo di una folta vegetazione che mimetizza ancor più il manufatto sottostante.
Il progetto architettonico di recupero del bunker, che ne ha permesso l’apertura al pubblico nel giugno 2009, si è sviluppato a partire dal notevole interesse e fascino che caratterizzano la struttura, eccezionale sia dal punto di vista costruttivo che dell’impatto emozionale che suscita entrandovi. E’ uno spazio utilizzato per attività, eventi, laboratori.

Il paesaggio circostante
è composto da camminamenti e giardino all’italiana in cui s’inseriscono i percorsi di collegamento/passaggio alle diverse strutture. Anche il parco ha ritrovato una morfologia quanto più vicina possibile al volto che doveva avere in origine. Oggi è un giardino «storico», studiato per sposare la testimonianza del passato alle attuali condizioni climatiche e ambientali: in futuro cresceranno carpini, oleandri, gelsi, limoni, cedri, melograni, cipressi, olmi, magnolie, roseti, alberi da frutta e bambù. Scoperta casualmente e con grande emozione durante i lavori di restauro del giardino della villa, anche la peschiera cinquecentesca adiacente l’edificio è stata completamente restaurata. A partire dal 2009, anche il parco ospita alcune installazioni di artisti contemporanei.